Mi chiedo perché nessuno pensi mai a valorizzare dal punto di vista economico e sociale la figura femminile.
L’enorme ricchezza che le giovani donne hanno e possono dare è da tutti nella nostra vallata sottovalutata – se non ignorata! Ci si dimentica, si chiude gli occhi di fronte all’apporto fondamentale che le donne hanno dato allo sviluppo economico, (lo hanno permesso oserei dire!) lavorando, mantenendo la famiglia, partecipando alle iniziative comunitarie e sostenendo mariti e figli: tutto questo non sembra essere stato notato.
Le donne non vengono ringraziate abbastanza per il loro contributo,sembra essere ‘dovuto’.
E oggi?
Che opportunità abbiamo?
Dico davvero.
Mi stupisce tutto questo accettare a testa bassa le ‘’porticine secondarie’’ a cui sembriamo essere destinate. E la cosa più sconvolgente è che tutto questo sia normale, se non peggio ‘’giusto’’: l’appiattimento culturale, il lasciare agli altri generalmente al capofamiglia la decisione riguardo alle nostre vite.
Il percorso di vita negli anni 2000 non dovrebbe essere per forza : Diploma-‘moroso’-matrimonio-famiglia, il tutto entro se non prima dei trent’anni senza aver fatto nulla da INDIVIDUI indipendenti, rimanendo chiuse nelle nostre belle case. Sia chiaro che non ritengo questi percorsi negativi: sono scelte, ma non possono essere la regola,è piuttosto un limite!
Io credo che questo arroccamento sia dovuto dalla mancanza di cultura, non vengono offerte Opportunità VERE di sviluppo, conoscenza : ALTERNATIVE.
Ci si deve muovere. E per questo non dobbiamo ottenere il permesso da qualcuno.
Badate bene, questo non è un articolo da femminista ma vuole/dovrebbe essere una scossa alle nostre coscienze tutte.
Chiedo alla Comunità della vallata (che amo) che abbia come obiettivo quello di aprire le porte ai giovani che sono il futuro!
Se questo viene ignorato, faremo veramente la fine di certe zone del Sud Italia tanto osteggiate. Ma i loro problemi di disoccupazione e mancanza di attività economiche sono nati così e nessuno può fare questo paragone perché qualcuno non vuol sentire -non è un tabù-!
Finchè siamo in tempo, noi bravi Veneti torniamo a quello che ci ha resi grandi: rimbocchiamoci le maniche e contribuiamo alla comunità, forniamo borse di studio, agevolazioni, stage formativi alle ragazze e ragazzi volenterosi che vivono nei nostri paesi.
È un investimento che ripaga SEMPRE.
Una cittadina della Valdalpone




giugno 17th, 2010 at 16:11
Hai ragione sull’apatia istituzionale di cui saimo vittime, ma non credo che per i ragazzi maschi ci sia una variegata offerta di opportunità!
Sei mai andata fuori da questa nostra realtà? A vedere com’è il mondo fuori?! Io si…a volte è molto meglio di qui, ma poi son tornata pensando che dovevo far qualcosa anch’io per milgiorare il posto in cui vivo. Ho iniziato a entrare nelle realtà associative della mia zona…mi son avvicinata alla politica…ho cercato a lungo giovani che avessero voglia di mettersi in gioco e farsi sentire (ho perso 5 anni…)
MA IN VAL D’ALPONE ANCORA TUTTO TACE!!!
Qui se non cominciamo a debellare la droga, i goti e i skej…Siamo destinati a diventare solo degli emeriti automi che lavorano e tifano la squadra de balon.
giugno 20th, 2010 at 13:21
io vivo all’estero e stando fuori vedo così tante occasioni mancate in Valdalpone…Ce ne vorrebbero di persone come te!